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Cattedrali della cultura - La Filarmonica di Berlino

 Cattedrali della cultura - La Filarmonica di Berlino

La Filarmonica di Berlino, con la regia di Wim Wenders,  venerdì 24 marzo alle 22.45

Ci sono edifici che hanno un’anima: così grande da poterne regalare un po’ a ogni visitatore. Sono i centri vivi della cultura e dell’esperienza artistica.

La nuova serie di documentari "Cattedrali della cultura", che Rai Cultura propone a partire da venerdì 24 marzo alle 22.45, è un originale progetto in sei episodi che dà voce ad altrettanti edifici, per la prima volta messi in scena nel loro vivere quotidiano, in un racconto quasi in prima persona.

Affrontano la sfida sei acclamati registi, da Wim Wenders a Robert Redford, che con il proprio approccio artistico raccontano sei luoghi chiave per il pensiero umano: la Filarmonica di Berlino, icona della modernità (Wim Wenders); la Biblioteca Nazionale Russa, impero silenzioso delle idee (Michael Glawogger); il Carcere di Halden, prigione modello che rieduca alla vita e al pensiero (Michael Madsen); il Salk Institute, monastero della scienza in California (Robert Redford); il Palazzo dell’Opera di Oslo, una simbiosi futurista di arte e vita (Margreth Olin); il Centre Pompidou, una macchina della cultura moderna (Karim Aïnouz).

Protagonista del primo episodio è la Filarmonica di Berlino. Agli inizi degli anni Sessanta due strutture confinanti, la Filarmonica di Berlino e il Muro di Berlino, offrivano visioni del futuro contrastanti: una di inclusione e possibilità, l’altra di esclusione e paura.

Mezzo secolo dopo, è la leggendaria Filarmonica di Hans Scharoun ad essere ancora in piedi. Nel cuore del centro culturale di Berlino, Potsdamer Platz, questo luogo è una spettacolare icona di modernità e idealismo. Wenders mostra l’edificio attraverso gli occhi dei suoi abitanti, ognuno dei quali ha una profonda connessione con lo spazio.

Origliamo le prove dell’orchestra nella sala concerti centrale, dove Scharoun ha radicalmente reinventato il palco osando posizionarlo al centro dell’auditorium. Durante il film, “Jeux” di Debussy fa da perfetta colonna sonora al design ricercato della Filarmonica.

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