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La vera natura di Caravaggio - La dignità dei corpi

Dopo l’omicidio di Ranuccio Tommasoni, Caravaggio è in fuga da Roma con una condanna a morte e raggiunge prima Palestrina e poi Napoli. Anche qui realizza capolavori.

Caravaggio dipinge la “Cena in Emmaus” di Brera e il “San Francesco” di Cremona, probabilmente tra Zagarolo e Palestrina, dov’è ospite dei Colonna. A ottobre del 1606 arriva a Napoli, la città più grande d’Italia, dove trova lavoro, riuscendo però a passare inosservato.

Ci resta otto mesi, e realizza alcune grandi pitture, a cominciare dalle “Sette opere di misericordia”, con cui porta sulla tela il sapore dei vicoli napoletani. La sua pittura si fa più cupa; la materia pittorica si disfa; si moltiplicano le teste tagliate: nella “Salomè con la testa del Battista” di Londra come nel “Davide con la testa di Golia” di Vienna.

Stessa temperatura nella “Crocifissione di Sant'Andrea”, oggi a Cleveland, ma un tempo a Palazzo Reale, dipinta per il Vicerè; e nel “Cristo alla colonna” di Rouen. Per San Domenico realizza uno dei suoi quadri migliori: la “Flagellazione di Cristo”, oggi a Capodimonte.

Una tela in cui ripensa alle opere di qualche anno prima, guardando a una lunga tradizione, ma interpretando il soggetto, come sempre, in modo profondamente innovativo.

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