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La vera natura di Caravaggio - Nella polvere

Nella notte del 28 maggio 1606 Caravaggio uccide Ranuccio Tommasoni e fugge da Roma per non tornarci mai più. E’ un evento che cambia per sempre il corso della sua vita, ma anche la storia della pittura moderna.

Prima della fuga, tra il 1605 e il 1606, l’artista realizza alcuni quadri memorabili, ma che non sempre incontrano il favore dei committenti. Per Santa Maria della Scala, nel cuore di Trastevere, dipinge una Morte della Vergine che i padri carmelitani rifiutano, probabilmente, come scrive Giulio Mancini, perché la Madonna dovette sembrare “spropositata di lascivia e di decoro”.

Quella grande tela, dopo varie vicende, arriva a Parigi e oggi è al Louvre. Sull’altare di Trastevere viene collocato un altro quadro, con lo stesso soggetto, di Carlo Saraceni. L’opera di Caravaggio però non passa inosservata: in molti, prima che venisse rimossa, corrono a vederla. Tra costoro anche Rubens.

Per Caravaggio è un periodo straordinariamente fecondo: accanto alle grandi pale d’altare ci sono quadri di devozione, quadri sacri, ma da galleria. E’ il caso del San Girolamo nello studio, forse dipinto per il cardinale Scipione Borghese, o del San Girolamo penitente che oggi si trova in Catalogna, nel monastero di Monserrat. Così anche il San Francesco in meditazione, di cui circolano diverse versioni, tra le quali non è facile capire quale sia l’originale. Quadri che forse Caravaggio dipinge in totale libertà, senza un committente. O dei quali comunque non conosciamo la storia. Come per il San Giovannino, oggi è esposto alla Galleria di Palazzo Corsini.

Nei primi mesi del 1606, mentre continua la sua dissennata vita notturna, tra risse, scontri e denunce alla polizia, Caravaggio dipinge una delle sue opere più belle: la Madonna dei Palafrenieri. Una grande pala che doveva decorare un altare della nuova San Pietro.

Gli era stato commissionato dall’Arciconfraternita dei Palafrenieri, i piccoli aristocratici romani che servivano il papa e i cardinali conducendone cavalli e carrozze. Il quadro resta in basilica un solo giorno: prima viene spostato nella chiesa di Sant’Anna e poi venduto al cardinal Borghese. Per Caravaggio è uno scacco, che però vive da lontano, perché ormai è partito da Roma. Ma chi è che non lo vuole? Per quali ragioni? Possiamo solo fare delle ipotesi.

Le fonti ci danno versioni assai diverse. Di certo la modella che presta il suo volto e il suo corpo alla Madonna è la stessa Lena Tognetti già dipinta da Caravaggio nella Madonna dei Pellegrini; forse è lo stesso anche Gesù, solo un po’ cresciuto.

Probabilmente è qui che va cercato il motivo del rifiuto: era intollerabile vedere su un altare di San Pietro una prostituta che si poteva incontrare a Piazza Navona, una Maria vergine molto poco vergine, con un figlio irrequieto e completamente nudo. Due modelli presi dalla strada e proiettati su un altare di San Pietro. Qualcosa che non si poteva fare e che infatti e non si fece.

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