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Steamwork: tra la Londra Vittoriana e il mondo Punk

Gian Luca Gentili, dopo la personale Guerreros y diablos, presenta la sua seconda mostra-evento, Steam worknello spazio dello Studio De Masi. 

Nato e cresciuto a Roma, città in cui lavora come interior designer, avendo curato anche la progettazione e l’arredo di molti locali della capitale, Gian Luca Gentili è tornato, dal 2006, alla libertà del disegno e della pittura che lo riportano ai suoi primi passi nel mondo dell’arte, dopo tanti anni di soli rigore e misura. In quell’anno, con la scoperta passione per il surf e per la sensazione di estrema libertà che quello sport trasmette, Gentili ha voluto riassaporare quella stessa emozione in quello che era stato sin da piccolo il suo primo amore: il disegno.

Così nelle sue opere, esposte fino al 28 giugno, l’artista si esprime liberamente utilizzando qualsiasi supporto, dalle tele più pregiate, a vecchie tavole piene di chiodi arrugginiti, da semplici fogli di carta, al tessuto di una t-shirt.

Attraverso uno stile ironico e provocatorio, un po’ dandy e un po’ bohemien, Gentili esprime il suo rifiuto per la mediocrità e, in certi casi, per la modernità, volgendo uno nostalgico sguardo a quel passato raffinato dell’Europa di fine Ottocento. Se i rimandi stilistici sono eterogenei, dalle Avanguardie del Novecento, all’Espressionismo astratto, dall’arte “pop”, alla più recente Street art, prendendo spunti anche dai fumetti e dalle pellicole cinematografiche, elementi fissi e costanti delle sue opere sono gli oggetti simbolo della cultura decadente tra ‘800 e ‘900. Ingranaggi meccanici, cappelli a cilindro, bombette e orologi a cipolla: dettagli tipici non solo del suo stile pittorico, ma del suo stesso stile di abbigliarsi, anch’esso protagonista della mostra. Come nei romanzi degli scrittori Steampunk, tra i lavori di Gentili si muovono misteriosi personaggi: uomini in frak e donne-vampiro che sembrano venir fuori da una delle storie di Mary Shelley, con l’intento di riportare in auge il gusto e la bellezza di quel «periodo di transizione», come lo aveva definito Baudelaire, in cui ancora si rifiutavano la banalità quotidiana, l’industria e il progresso.

 

Dal 10 al 28 Giugno 2014

Studio De Masi

Via Gargano 5

Roma

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