Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

  • Programma
  • Puntate
  • Giuliano Amato, Eva CantarellaGillo DorflesAntonio Paolucci e Umberto Veronesi sono i protagonisti di “Le lezioni dei maestri”, una serie di 13 puntate che Rai 5 dedica a personalità del panorama contemporaneo che si sono particolarmente distinte nel proprio ambito professionale ed hanno avuto un ruolo di primo piano nel più vasto dibattito culturalepolitico e sociale.

    Ciascuno dei maestri sarà protagonista di tre puntate della durata di 30 minuti: tre lezioni dedicate rispettivamente alla propria formazione culturale; al mestiere nel quale eccellono; alle scelte di vita in relazione all’attività professionale.

    Unica eccezione Gillo Dorfles che racconterà in un'unica puntata la sua vita e il suo percorso professionale.

     “Le lezioni dei maestri”  andranno in onda, per 13 settimane, alle 20.30 a partire da domenica 22 novembre.

    In cattedra, per le prime tre puntate, Antonio Paolucci che inizierà da Rimini, sua città natale, da dove racconterà la nascita della sua passione per l’arte figurativa e scultorea che l’ha portato a ricoprire la carica di Ministro dei Beni Culturali e, oggi, a dirigere i Musei Vaticani.

    Seguiranno nell’ordine Giuliano Amato, Eva Cantarella, Gillo Dorfles e Umberto Veronesi. 

     

    LE LEZIONI DEI MAESTRI - PRIMA PUNTATA

    ANTONIO PAOLUCCI

    PARTE PRIMA – GENESI DI UNA PASSIONE

    “Le lezioni dei maestri”, un ciclo di 13 trasmissioni tenute da personalità che si sono particolarmente distinte nel proprio ambito professionale ed hanno avuto un ruolo di primo piano nel più vasto dibattito culturale, politico e sociale del Paese.

    In cattedra per la prima puntata, Antonio Paolucci che inizierà da Rimini, sua città natale, da dove racconterà la nascita della sua passione per l’arte che l’ha portato a ricoprire la carica di Ministro dei Beni Culturali e, oggi, a dirigere i Musei Vaticani.

    “Ci sono stati in questa citta dei luoghi come il Tempio Malatestiano, che io considero i manuali base della mia formazione”. Il professor Paolucci cita anche il suo maestro Roberto Longhi,  che – dice – “mi ha insegnato una cosa fondamentale:  l’opera d’arte è qualcosa di squisitamente relativo perché è  relazionata a un infinita di cose, alla committenza, alla cultura all’ambiente, agli altri artisti: questa trama meravigliosa di rapporti fa il fascino dell’opera d’arte”.

     

    LE LEZIONI DEI MAESTRI - SECONDA PUNTATA

    ANTONIO PAOLUCCI

    SECONDA PARTE – IL MESTIERE DI SOPRINTENDENTE

    Seconda puntata del ciclo  “le Lezioni dei Maestri”, dedicata ad Antonio Paolucci che racconta la sua esperienza professionale di Soprintendente nelle più importanti città d’arte italiane. La puntata è stata registrata tra le opere di Leonardo, Raffaello, e J. Pollock, in uno dei luoghi d’eccellenza del restauro italiano: l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

    “Nella mia carriera – racconta Paolucci - mi sono occupato anche della catalogazione del patrimonio, un attività che mi ha appassionato e che ho proseguito per tutta la vita.  Quante chiese, quanti luoghi di culto della provincia toscana ho visitato, catalogato, restaurato quando necessario. Sono stati anni di immersione totale nei tesori del territorio: questo museo diffuso che non si vede, che sta all’ombra di ogni campanile e che è il vero carattere distintivo del nostro Paese”.

     

    LE LEZIONI DEI MAESTRI - TERZA PUNTATA

    ANTONIO PAOLUCCI

    PARTE TERZA – UNA VITA PER L’ARTE

    Terzo appuntamento con Antonio Paolucci che ci porta, per questa puntata conclusiva del  ciclo di trasmissioni a lui dedicate, inalcuni dei luoghi più suggestivi dei Musei Vaticani. Sarà l’occasione per parlare del suo attuale incarico, quello appunto di direttore dei Musei e delle scelte di vita in relazione all’attività professionale.

    “Che cosa ci vuole per lavorare in questo settore: ci vuole – spiega Paolucci- molta passione e molto studio. Queste due cose insieme fanno il mix che rende possibile la nostra professione.. Poi guardare e conoscere, perché il mestiere di storico dell’arte o di archeologo al servizio della tutela si impara soprattutto guadando, toccando, sperimentando, verificando le cose che la passione e lo studio ci fanno di volta in volta conoscere”.

    Parlando di se stesso Paolucci dice: “io sono l’esempio di un uomo che in fondo si identifica nelle cose che ha amato e che ama. Se parlo di storia dell’arte, del Tempio Malatestiano, dell’ Adorazione dei magi di Leonardo, in fondo parlo di me stesso parlo della mia vita e delle cose che mi hanno fatto felice”.

  • Cerca per parola chiave

    Cerca anche per...