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  • “Ubiq ”, il magazine di Rai 5 che racconta in modo fresco e originale storie di persone creative, torna con la sua quarta edizione! Questa stagione è dedicata al mondo delle performing arts, indagato e raccontato dalla community di video maker di Userfarm.

    In questa nuova serie lo sguardo sarà rivolto a tutte quelle discipline che possono essere considerate performing arts: teatro, musica, danza, arte, video installazioni, di cui vogliamo scoprire protagonisti, ultime tendenze, aspetti tradizionali e nuove frontiere.

    In modo appassionato e autorevole, raccontiamo personaggi e progetti che creano una istantanea della scena e dei linguaggi che animano il panorama internazionale delle performing arts in questo momento.

    Il viaggio di Ubiq non è un viaggio in senso solamente geografico, ma anche concettuale. Le storie e i personaggi possono anche avere un carattere profondo e dai risvolti sociali e umanitari così come un taglio prettamente cool, pop e creativo.

    Come sempre, con Ubiq, è possibile vedere il mondo da un’altra prospettiva!

     

    Un programma di Giorgio Carpinteri e Alessandro De Angelis

     

    Regia di Giorgio Carpinteri – Una produzione RAI CULTURA realizzata in collaborazione con USERFARM
     

     

    1) 26 ottobre 2015

    ORIGINE

    di Giorgio Carpinteri - durata

    Dimitris Papaioannou (Atene-Grecia) / Videomaker - Oliwia Twardowska

    Dimitris inizia il suo percorso artistico come pittore per poi avvicinarsi alla coreografia, alla danza ed alla performance. Il suo dialogo con gli archetipi della civiltà della Grecia classica è continuo ed in ogni suo lavoro Dimitris porta in scena temi della mitologia classica, ampliandoli ed attualizzandoli. Ha diretto le coreografie d’apertura dei giochi olimpici di Atene nel 2004 ed anche l’apertura dei giochi europei a Baku nel 2014. STILL LIFE è la sua ultima performance e modula il mito di Sisifo, in un momento in cui la Grecia stessa, Paese in cui la tournée ha inizio, sembra il palcoscenico ideale per dare risonanza a questo lavoro. Il corpo è sempre al centro della rappresentazione creata da Dimitris, così come il continuo confrontarsi con la materia e con il peso, ed il senso, del nostro stare al mondo.

    www.dimitrispapaioannou.com

    Alfio Antico (Siracusa-Italia) /Videomaker – Sonia Giardina

    Cresciuto nelle campagne dell’entroterra siracusano ed erede di un'antichissima tradizione narrativa e musicale, Alfio Antico è considerato uno dei tamburellistiche più di tutti ha rivoluzionato la tecnica della tammorra con arricchimenti di nuovi timbri e fioriture. Un poeta pastore che, attraverso la magia dei suoni dei tamburi che lui stesso costruisce, riporta in scena l’antica memoria siciliana con le sue tradizioni e il suo immaginario popolare, rielaborandola in modo sempre personale e attuale.  Musica, poesia, leggende contadine e azione scenica si fondono dando vita a performance uniche al mondo.

    www.alfioantico.it

    Ahmed Naeim (Il Cairo-Egitto) /Videomaker – Ernesto  Pagano

    Ahmed Naeim è uno degli ultimi "pupari" egiziani: una tradizione, quella dei pupi, che in Egitto è andata progressivamente scomparendo e che Ahmed tenta di riportare in auge confidando nella rinascita artistica e culturale successiva alla rivoluzione del 2011. Tra nuove sperimentazioni e legami con la tradizione,Ahmed ha messo in piedi un'opera dei pupi all'egiziana, ispirando le proprie marionette a figure iconiche della tradizione locale, una su tutte quella della danzatrice del ventre. Dalle polverose stanze del suo laboratorio al palco del teatro Sakia, seguiamo la nascita e l’evoluzione dei pupi creati da Ahmed.

    guess if (Barcellona-Spagna) /Videomaker- Rafel Duran

    La performer tedesca Sylvia Rimat ha ideato e messo in scena guess if” con l’obiettivo di realizzare uno spettacolo che non potesse mai essere dimenticato dal pubblico. Durante la performance, infatti, Sylvia applica consolidate tecniche mnemoniche e fa eseguire precisi compiti agli spettatori, in maniera taledastimolarli e allenarli a ricordare ogni passaggio della performance. Il suo spettacolo, arricchito dalla presenza di varie figure tra cui quella di un gufo, intende dunque esplorare il complesso mondo della memoria, indagando le connessioni che si attivano tra presenza e vista e avviando al tempo stesso una riflessione sul nostro costante desiderio di essere ricordati. 

    www.sylviarimat.com

     

    2)  2 novembre 2015

    Puntata 2 “Metamorfosi” di Giorgio Carpinteri

    Duwei (Pechino-Cina)/ Videomaker – Alberto Guiducci

    Du Wei è una compositrice tra le più affermate del panorama cinese, la cui musica spazia dalle colonne sonore per film alle composizioni per opere teatrali. Una giovane donna di successo in Cina ci racconta quale sia il rapporto tra musica e rappresentazione, come si trasformi in gesto ed immagine il suono, quanto la destinazione delle sue musiche fatte per essere viste oltre che ascoltate influenzi il suo processo creativo. Inoltre vedremo estratti del suo ultimo lavoro, un adattamento di “Casa di Bambola” come opera lirica, in cui il personaggio di Nora è interpretato da tre diverse donne (un’asiatica, un’africana ed un’europea) e le musiche di Du Wei incontrano le parole di Jon Fosse.

     

    Arkadi (Terni-Italia)/ Videomaker- Gilles Dubroca

    Arkadi è un coreografo israeliano che introietta e danza la realtà del conflittoisraelo-palestinese.  Avvalendosi della collaborazione del centro israeliano di difesa dei diritti umani, B’TselemArkadi studia e scorpora i video girati dai volontari di B’Tselem lungo il muro in Cisgiordania. Sono immagini esclusive che permettono di cogliere nella quotidianità la realtà del conflitto. Ne nascono due performance, ARCHIVE e CAPTURE, in cui solo sul palco Arkadi rende attraverso la danza i movimenti osservati nel footage e li ripropone, durante l’esibizione, a tutto schermo sul fondale del palcoscenico.www.arkadizaides.com

     

    Attendants (Londra-Inghilterra)/ Videomakers- Luca Torrente e Pietro Passarelli

    Elin Eyborg, danese, e Letizia Binda Partensky, italo-canadese, sono due artiste che provengono da contesti differenti: architetto la prima, performer teatrale la seconda. Le rispettive strade si sono incrociate a Londra, città che ha ispirato la loro performance “Attendants”, nella quale Elin e Letizia utilizzano il proprio corpo per investigare gli spazi architettonici londinesi interagendo con essi e modificandoli con oggetti e arredi specifici. Scenario di “Attendants” è stato il Victoria Dock Bridge, simbolo della riqualificazione dell’area portuale della capitale inglese.  www.lbindapartensky.com ewww.elineyborg.dk

     

    Aura (Barcellona-Spagna) Videomaker – Rafel Duran

    “Aura” è uno spettacolo ideato e messo in scena da Carles Casallachs e MarinaColomina, che insieme costituiscono il duo Abast Elastic. La loro performance consiste nella lettura dell’aura di alcuni spettatori e nella sua immediata interpretazione e trasposizione scenica sotto forma di teatro, musica e proiezioni video. Uno spettacolo multidisciplinare avvolto da una connotazione ironica e dissacrante, che fa dell’interazione con il pubblico l’elemento centrale.  www.marinacolomina.wordpress.com e www.carlescasallachs.wordpress.com

     

    3 – in onda il 9 novembre

    ESPLORARE

    di Giorgio Carpinteri

    Arttec (Bogotà-Colombia)/ Videomaker- Daniel Mejia

    Anche a Bogotà la scena delle performing arts è in progressiva evoluzione, sulla scia delle sempre più frequenti commistioni tra arti tradizionali e strumenti tecnologici e digitali. Espressione di questo significativo cambiamento della scena artistica e culturale colombiana è l’Arttec, primo festival di arte e tecnologia al quale hanno partecipato numerosi artisti che si sono esibiti in performance di videomapping, proiezioni 3D e installazioni audiovisive. Alla base dell’evento c’è un collettivo di tre giovani video artiste guidato da Daniela Stanich, tra le principali promotrici a Bogotà di queste nuove performing artswww.festivalarttec.com

    Tony Sidney (Firenze-Italia)/ Videomaker- Benjamin Sidney

    Newyorkese di nascita ma ormai fiorentino a tutti gli effetti, Tony Sidney è un chitarrista e compositore che ha vissuto da protagonista più di 30 anni di storia della musica italiana: salito alla ribalta negli anni ’70 come chitarrista dei Perigeo, ha poi suonato e collaborato con artisti del calibro di Lucio Dalla, Ivan Graziani e Riccardo Cocciante. Una testimonianza calda e appassionata, quella di Tony, nella quale sviscera aneddoti legati alle sue esperienze con Antonello Venditti e Salvador Dalì, raccolta da chi ne ha saputo carpire il lato più intimo e autentico: il figlio Benjamin.  www.anthonysidney.com

    Double Bind (Parigi- Francia)/ Videomaker- Gloria Liccioli

    Double Bind è una performance sperimentale ideata e realizzata dalle due plastic artists Gilivanka Kedzior e Barbara Friedman con l’intento di indagare il rapporto tra due figure contrapposte e la sincronizzazione dei loro desideri. Legate tra di loro da un nastro adesivo rosso, simbolo del legame che finisce inevitabilmente per diventare ostacolo, le due artiste mettono in scena l’eterno confronto generato dall’alterità rappresentando rapporti quali dominante/dominato, forza/dolore, Eros/Thanatos.  www.kedzior-friedman.org

    Radouan (Bruxelles-Belgio)/ Videomaker- Pierre-Philippe Hoffmann

    Radouan è giovane ballerino di origini marocchine, artista in residenza aBrussels da due anni, dove sta sviluppando una ricerca tra spazio/corpo/sottrazione del movimento nelle coreografie. La sua prima performance è “55’ “ uno spettacolo di 55’ in cui Radouan disegna il suo spazio di danza, facendo del suo corpo metronomo e misura del movimento. Crea così con del nastro adesivo un mandala, che sembra anche ragnatela, in cui delineare lo spazio altro della performance e lasciare traccia tangibile del movimento.  http://www.moussem.be/en/radouan-mriziga

     

    4 – in onda il 16 novembre

    REALTA’ AUMENTATA

    di Giorgio Carpinteri – durata 00:30:00.00

    Elizabeth Streb (New York-Usa)/ Videomaker- Shayok Mukhopadhyay

    Le performance di Elizabeth Streb coniugano danza, ginnastica e giochi circensi. I perfomer che con lei calcano le scene spingono il corpo fino al limite delle possibilità: si schiantano sui muri, lanciano a testa in giù da dieci metri d’altezza, camminano in linea retta evitando getti rotanti… nelle sue parole le performance diventano spesso pericolose ed estreme, ma i suoi perfomer – e lei stessa, sono preparati quasi fossero degli ingegneri dell’azione, capaci di scomporre i movimenti, prevederne le conseguenze e raggiungere, nel pieno di una performance al limite delle leggi fisiche, l’esattezza che evita il pericolo. Anche l’interazione è un elemento cardine nella fidelizzazione del suo pubblico, a cui apre le porte durante le prove, dando la possibilità di osservare da vicino come un gesto estremo venga prima accuratamente preparato e studiato. Nel 1997, a testimoniare il suo genio, Elizabeth ha ricevuto il premio MacArthurhttp://streb.org/

    Bus Theatre (Campania-Italia)/ Videomaker- Elisa Inno

    Mossi dalla volontà di ridare vita al concetto di teatro nomade, gli attori Alessio Ferrara e Ilaria Cecere e la sociologa Roberta Ferraro hanno recuperato un bus granturismo a due piani e lo hanno trasformato in uno spazio performativo viaggiante, il Bus theatre: un palco itinerante su otto ruote che, una volta aperta la fiancata con pannelli asportabili, diventa un vasto boccascena. Gli artisti che hanno deciso di imbarcarsi in questo progetto girano l’Italia mettendo in scena spettacoli teatrali e musicali, performance circensi e reading letterari con il chiaro obiettivo di portare il teatro anche nei luoghi raramente battuti dai circuiti tradizionali quando non del tutto dimenticati, instaurando con il pubblico un rapporto diretto e immediato.

    Skin (Parigi-Francia)/ Videomaker- Gloria Liccioli

    Skin è una performance ideata dagli artisti francesi Jean-Luc Verna e Frederic Nauczyciel che unisce danza e video. Protagonista dello spettacolo è Jean-Luc che, visualizzando su uno schermo i movimenti in video del corpo tatuato del performer americano Dale Blackheart, li riproduce sul palco in passi di danza, filmandosi a sua volta con una telecamera affinché Dale possa fare poi la stessa cosa in una performance successiva. Ne scaturisce in questo modo un gioco di rimandi e di scambio di ruoli tra ballerino e modello che intende mettere in risalto il corpo e rivelare il potere evocativo dei tatuaggi.  www.jlverna.online.fr  www.seeyoutomorrow.free.fr        

    Bouillon Group (San Pietroburgo-Russia)/ Videomaker- Alena Koroleva

    Il gruppo Bouillon viene fondato nel 2008 a Tbilisi da 6 artisti georgiani, che incentrano fin dall’inizio la loro attività sull’abbattimento del muro di coerenza e di realtà, dando vita a rappresentazioni che attribuiscono al conosciuto le tinte sature dell’assurdo. Luogo prediletto per le loro performance sono gli spazi pubblici, sfondi ideali per questo slittamento di senso. Appartamenti privati, aiuole pubbliche: il gruppo Bouillon sceglie i punti meno adatti per adattarli alla sua poetica dell’assurdo. Nella performance portata in scena a San Pietroburgo riadattano un'antica fiaba russa, rappresentandola surrealmente e, nell'assurdo, la fanno diventare un metronomo capace di misurare il cambiamento in atto nella società russa.  http://groupbouillon.blogspot.it/

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